Plagio – Motivi,conseguenze,previsioni.

Cambiando le cifre da uno a nove, si creano progressivamete un’infinità di coefficienti numerici, senza alcun limite o confine. Si considerino le sette note come  delle entità matematiche. Combinandole ,si formeranno infiniti incastri armonici o melodici,mischiandole e rompendo progressioni , per dar vita al contesto musicale. Anche con solo sette unità, è assicurato il perpetuarsi delle differenti combinazioni (si pensi solo a ciò che ad esempio riesce a comunicare il codice binario informatico con due sole componenti) organizzandole in base al linguaggio musicale per curare i dettagli compositivi ed esecutivi.

L’ agenzia di tutela dell’Autorato, per “liberalizzare” il mercato musicale che permette di far mangiare tante braccia private all’agricoltura (le stesse che assicurerebbero valore aggiunto al nostro Paese, aumentando la competitività, per intendersi), non si sbilancia sui limiti entro i quali due brani in parte speculari possono essere considerati uno il plagio dell’ altro, lasciando al giudizio del cosulente tecnico d’ufficio, l’approssimativa e non sempre coerente sentenza. “La parziale assonanza tra due composizioni musicali, casuale e limitata a poche battute, esclude che tra esse vi sia plagio

Mettendo da parte momentaneamente le orientative norme regolamentate dall’Agenzia, ed i motivi socioeconomici che la spingono a sostenerle (più economici che sociali, sia chiaro), restano nella nebbia i motivi che spingono artisti o presunti tali a scopiazzare un brano musicale anche involontariamente o inconsapevolmente, così come  le ragioni delle conseguenze che poi inevitabilmente si verificano.

Ogni musicista, è prima un ascoltatore. Un bimbo  inizia a strimpellare una chitarra, perchè affascinato dal suono riprodotto da quell’ancora “oggetto”,prima che dalla forma dello stesso. Ogni esecutore, è quindi influenzato da una qualsiasi vibrazione musicale ascoltata antecedentemente ad una sua eventuale composizione. L’ascolto prolungato e continuo di un particolare genere, plasma quella che si definisce  “influenza musicale“, indirizzando le tendenze ed i piaceri d’ascolto di ogni individuo, in particolar modo di chi accumula dimestichezza con uno strumento; correnti acustiche dettate da ritmiche che verranno trascritte sulle cinque righe, preservando o meno l’originalità d’opera.

Come è cambiata la concezione del Plagio fra gli artisti  e il mercato discografico?

Anni ’20. Chicago. Fin giù alla foce del Missisipi. Il Blues.

Una semplice sequenza tonale. Prima, Quarta, Prima, Quinta, Quarta, Prima, Quarta Quinta; l’anima di una popolazione che veniva da lontano e che prepotentemente è diventata colonna sonora del sud.

Su queste sequenze, in tutte le tonalità, si sono espresse le voci del Delta, dello Slow, sino al Texas.

Prima i campi di cotone, poi le Balere, i Club, milioni di artisti,famosi o meno, hanno consumato ferro legno e tabacco. All’epoca, quando già il disco si imponeva come un importante media,poco interessava se un altro musicista avesse consapevolmente o non, suonato la stessa sequenza, magari sulla stessa tonalità, anche perchè la sera successiva l’armonia sarebbe stata la stessa, ma non i colori slegati su un’emozione diversa da dover improvvisare.

Nulla di scritto. Il bello dell’improvvisazione e dei sentimenti fatti musica.

Tutto ciò oggi è perso, almeno in gran parte.

La perdita di questo istinto, suscita prima la necessità di scrittura e poi quello della conseguente tutela.

Esecutori macchinosi. Non tutti. L’esigenza di proteggere il proprio sacrificio come solo pretesto di ulteriore retribuzione, direttamente proporzionale al successo, e al solo successo orientata.

La tutela di un sacrificio è assolutamente giustificabile, quando non economicamente speculativa. Giustificabile per proteggere il proprio lavoro in un periodo di lancio, giustificata per difendere un successo guadagnato però grazie alla visceralità di una realtà profonda,che non si vede, ma s’ascolta.

Ma a distanza di anni, perseverando, quale cambiamento si prospetta se irrazionalmente dovesse perdersi tale criterio? Quello che dagli anni ’90 si ripete sino al collasso; l’approfittarsi di un’elite e  l’affossamento di un sistema.

Un sistema che esercita attrazione sensoriale visiva,piuttosto che acustica,che sfocia in un asettico meccanismo di autodifesa.

Non è difficile intuire perchè agli inizi del ‘900 nonostante l’assenza di normative ufficiali i dischi venissero venduti ugualmente preservando le eccezionali qualità compositive, ed oggi, invece, sia tutto l’opposto, demotivando alcuni, regalando un ripiego per altri.

Un’ordinamento regolamentare sull’autorato, non può esprimersi in termini assoluti data la vastità contestuale del mondo musicale, così come non può esprimersi soggettivamente ad ogni caso, rischiando di trasformare la stessa musica da un fine, ad un mezzo di conversione in valore economico, sfociando, la storia lo attesta, in un calo della qualità compositiva.

Perversione.

GMP

Il Dilemma di Zeno

Dubbi, verità nascoste e prospettive sull’uso della e-cigarette

Dalla sua comparsa nel mercato, ha suscitato entusiasmi e scetticismi.

Fa comunque male ? Che ripercussioni consegue sul fisico e sul morale? Soddisfa?

La sigaretta elettronica, dalla fine del 2012 è entrata a gamba tesa nel mercato attinente ai tabacchi, promettendo una possibile alternativa al cancerogeno vizio del fumo.

Dal Calumet al sigaro Cubano, passando per la Ganja Giamaicana e la pipa da salotto, il tabagismo in ogni sua forma ha percorso la sua esistenza con una sola soluzione per evitare spiacevoli danni: smettere.

Ma quali sono le effettive conseguenze  causate dal tabagismo che l’ e-cigarette promette di non generare?

Senza dubbio, le cause di forme tumorali, infarti e ictus sono le centinaia di sostanze chimiche prodotte con l’effetto della combustione.

Combustione che appunto, con l’uso dell’ e-cigarette non si manifesta grazie alla sua moderna idea di costruzione : un atomizzatore riscalda una sostanza liquida formata da elementi non dannosi per l’organismo. Sostanza che evaporando, esala un nuvola di composizione, densità e aroma molto simile a quella delle sigarette convenzionali.

L’unico elemento presente sia nei tabacchi lavorati che nei liquidi di nuova generazione, è la Nicotina, che da sola crea solo ed esclusivamente dipendenza, non generando conseguenze fatali, dando per altro la possibilità nel dosaggio dei liquidi, di calibrarne la quantità sino ad eliminarla progressivamente.

La fondazione Veronesi, dopo un’analisi campionaria dello scorso Marzo, conferma che il 65% dei fumatori tenta di combattere il vizio con questo metodo, e che questo stesso è l’ideale soprattutto per gli schiavi della gestualità.

La Fondazione Umberto Veronesi è un ente nato nel 2003 per volontà di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell'Istituto Europeo di Oncologia, con la finalità di promuovere il progresso scientifico attraverso l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il sostegno a progetti di altissimo profilo

La Fondazione Umberto Veronesi è un ente nato nel 2003 per volontà di Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia, con la finalità di promuovere il progresso scientifico attraverso l’erogazione di borse di ricerca per medici e ricercatori e il sostegno a progetti di altissimo profilo

Cosa fa allora nascere dubbi nella pubblica opinione?

Naturalmente il punto di vista delle istituzioni che, per difendere i propri interessi

(l’Italia difende il monopolio sui tabacchi )non si sbilancia sulle qualità e sugli effetti di quest’invenzione.

L’Istituto Superiore di Sanità Italiano, nel Marzo 2013 commenta : “non si assicurano danni provocati dai liquidi in commercio, né tantomeno li si esclude “, non ostacolando comunque il commercio libero degli stessi, vietandone soltanto la vendita ai minori e l’uso nei locali pubblici.

Lo Stato Italiano, intanto, a differenza dei periodi precedenti al boom generato  dal lancio della novità, non ha più aumentato la tassazione e conseguentemente il prezzo sui tabacchi lavorati, testimoniando un evidente calo delle vendite; ha appoggiato le considerazioni dell’ ISS, cercando allo stesso tempo di inserirsi sul nuovo settore intuendone una nuova gallina dalle uova d’oro, con nuove proposte di trattenuta fiscale.

Il risultato finale che si avverte, è una disinformazione generale distorta per via degli interessi di ogni rappresentate in campo, che siano essi istituzioni o imprese, celando un possibile pericolo nell’effettiva dannosità di quest’invenzione, o pregiudicando una concreta soluzione al problema del tabagismo e alle sue conseguenze.

L’Italia ha una media nazionale del 22,5% di Fumatori dai 14 anni in su. Si colloca in posizione centrale nella classifica dei Paesi ”Fumanti” che vede nelle prime posizioni la Grecia (31,9%), l'Irlanda (29), l'Ungheria (26,5) e la Spagna (26,2). I Paesi in cui invece è meno diffusa l'abitudine al fumo sono Svezia (14%), Lussemburgo (17), Portogallo (18,6) e Finlandia (19). (Oecd 2012)

L’Italia ha una media nazionale del 22,5% di Fumatori dai 14 anni in su.
Si colloca in posizione centrale nella classifica dei Paesi ”Fumanti” che vede nelle prime posizioni la Grecia (31,9%), l’Irlanda (29), l’Ungheria (26,5) e la Spagna (26,2). I Paesi in cui invece è meno diffusa l’abitudine al fumo sono Svezia (14%), Lussemburgo (17), Portogallo (18,6) e Finlandia (19).
(Oecd 2012)

 

In un periodo e in un territorio caratterizzato da speculazioni di mercato ed inganni celati, vale la pena aggrapparsi alle sole indubitabili realtà ;

L’unico modo per smettere di fumare, è smettere.

Se si è bravi, poi, ci si può riuscire anche più di una volta.

GMP

L’orientamento Mediatico

I Cambiamenti del rapporto Individuo-Media,a cavallo tra due generazioni.

Nel corso del novecento, diverse fasi hanno attraversato le  Teorie sugli effetti dei Media.

I grandi entusiasmi e le paure suscitate dalla diffusione dei primi mezzi di comunicazione di massa sono state tradotte dall’idea di “media onnipotenti” nell’immagine di un ago ipodermico capace di iniettare qualsiasi contenuto nei propri fruitori, considerati completamente passivi. Queste convinzioni non empiricamente attendibili, hanno dato luogo alla classica contrapposizione tra “apocalittici ed integrati”(U.Eco,1964),osservando durante le pratiche di comunicazione interpersonale, a ridosso delle tecnologie, la sovrapposizione (quasi imposizione) di quegli stessi timori ed entusiasmi.

Entusiasti e scettici, oggi e ieri sono stati accomunati da “l’orientamento mediatico”  :

la meraviglia e lo stupore per un ambiente fondamentalmente sconosciuto.

La teoria ipodermica considera i mass media come potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte.  E’ il primo tentativo di comprendere il funzionamento della comunicazione interpersonale in maniera sistematica

La teoria ipodermica considera i mass media come potenti strumenti persuasivi che agiscono direttamente su di una massa passiva e inerte.
E’ il primo tentativo di comprendere il funzionamento della comunicazione interpersonale in maniera sistematica

I Baby Boomer, infatti, si differenziano dalle identità appartenenti alla Generazione X e dai Nativi Digitali, per vari aspetti riguardanti il  rapporto individuo-media.

Ad oggi,appunto, i “Nuovi Media”, permettono l’ interazione immediata sui contenuti, dando vita concreta alla libertà d’espressione in ogni sua forma, creando la  possibilità di discussione volta all’ aumento competitivo di ogni personalità, con la moderazione, quando possibile, di un ambiguo ed eventuale overload informativo,contrastando  l’idea sulla passività dell’utenza, tipica della generazione mediatica precedente, enunciata dalla Magic Bullet Theory (espressa ed analizzata solo dopo episodiche rilevazioni.)

Superando con i giusti atteggiamenti le barriere fredde di tali mezzi di comunicazione, anche se ancora con gravi disparità figlie del Digital Divide,  oggi si creano e si gestiscono relazioni sociali, non creando un mondo parallelo all’offline, ma rappresentando piuttosto uno strumento in più per attivare processi identitari e relazionali tipici della network society.

L’intelligenza collettiva, amplifica e peculiarizza le capacità  di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l’innovazione, coprendo un ruolo fondamentale per la formazione delle nuove identità contemporanee nelle sfere sociali e culturali ,scambiando e condividendo non solo contenuti multimediali, ma esperienze, conoscenze, informazioni ed emozioni, difendendosi da quelle che sono le distorsioni d’uso che vengono poi  a crearsi.

Quante volte si è infatti prima discusso di tv spazzatura, e successivamente di rischi conseguenti ad un uso scorretto del web?

Conseguenze inevitabili create  dal largo consumo proporzionale alla rivoluzione comunicativa dell’ultimo secolo, aggirabili grazie ad una razionale media literacy; la capacità di utilizzare con consapevolezza e senso critico i media digitali e non, approfondendone i linguaggi, le culture, le opportunità e le minacce, tutelando se stessi ed i dati sensibili che riguardano la propria sfera personale (Murero,2011).

Una coscienza mediatica che mai pregiudicherà il sapore di un caffè al bar.

 GMP

 

Atto Primo – Istruzioni (Soggettive) per l’uso. Quanto conta la consapevolezza?

Le chiacchiere da Bar, sono relativamente semplici.

Scendere un po’ più a fondo in un argomento però, può cambiare la considerazione di una persona,di un’identità,di una figura, in proporzione al grado di approssimazione e al livello di consapevolezza delle sue stesse parole;un fattore che spesso conta più del valore dei ragionamenti stessi.

“à demi-mot” nasce dopo  una lunga riflessione .

Accantonata momentaneamente l’idea in cantina ,si  realizza concretamente in seguito ad una lunga chiacchierata con un vecchio amico,il quale grazie al giudizio critico e alla sete di razionalità che lo hanno sempre contraddistinto, avrebbe oggi la competenza per fare della “cognizione di causa”, una disciplina Universitaria.

Questo spazio, è libero da ogni tipologia o natura di presunzione.

Premesso questo assioma fondamentale, non mi è facile determinare da dove iniziare.

Troppo semplice (quanto indispensabile) sarebbe cominciare con una pubblicazione che riguardi diagrammi,aghi, proiettili o palle di neve,ma ritengo più opportuno al momento,  focalizzare e sintetizzare gli obiettivi di questo progetto,rimandando a data da destinarsi le varie analisi d’approccio alle interazioni.

Un insieme di contenuti che, da autore,giudico essere di forte interesse e relativi a degli ambiti disciplinari già  in estrema sinergia tra loro.

Fruibili,opinabili,o criticabili,a discrezione degli utenti;

Evitando i discorsi superficiali e le chiacchiere da circolo, l’interazione bidirezionale autore-lettore prospetta e si augura di ridurre “l’aleatorità” e la “precarietà” delle opinioni e delle eventuali discussioni,al di là di dove esse pendano,o quanto siano discordanti fra loro, senza svilupparle da “un sentito dire”,ma bensì da adeguate e razionali analisi .  

Quanto è importante discutere  con consapevolezza e  cognizione di causa,al fine di rendere costruttivo e razionale uno scambio di opinioni ?

GMP